le api

 

Apicoltura biologica certificata, è costituita da circa 150 alveari dislocati ad oggi principalmente nella collina torinese. Produco diverse varietà di mieli monoflora e millefiori, in estate porto una parte degli alveari nelle vallate alpine, per produrre mieli di castagno, tiglio e polline. Nell’immediato futuro punto a continuare le ricerche e le sperimentazioni nel campo di un’apicoltura non intensiva e più rispettosa delle api, ad approcciare i raccolti di alta montagna e ad allevare api regine selezionate. Seguo in maniera molto rigida il metodo biologico e curo le mie api solo con acidi organici. Ho un approccio il più possibile artigianale alla produzione del miele, che invasetto a freddo o a basse temperature.

Breve storia dell’attività:

Sono cresciuto in Friuli e ho iniziato ad allevare le api quasi per caso nel 2011 sul confine sloveno, in un’arnia “ kenya top-bar”, dove le api costruivano liberamente il proprio nido. La passione è nata così e l’anno seguente in Toscana ho imparato il mestiere di apicoltore da Marco Valentini, uno dei pionieri dell’apicoltura biologica in Italia. Da 1 a 300 alveari in un colpo solo, però ce l’ho fatta e ho preso coraggio. Così nel 2013 inizio la mia attività tra Friuli e Toscana, e da due anni a questa parte tra Friuli e collina torinese, dove i miei alveari passano la maggior parte della stagione. Al momento, nonostante i costi, le criticità e le frodi che purtroppo coinvolgono anche il settore del biologico, non ho trovato un modo più efficace per garantire ad una clientela più ampia della propria cerchia di amici la qualità del mio lavoro e di ciò che produco.

Dove allevo le api che producono il miele:

La collina torinese è un contesto per me quasi ideale: lo scarso sfruttamento agricolo di questo territorio tiene infatti le api al riparo da fonti d’inquinamento e pesticidi. Il bosco è l’ambiente predominante e il nettare è raccolto unicamente da fioriture spontanee non trattate. Lontano da mais, frutteti e vigneti, ad oggi non ho riscontrato casi di avvelenamento delle mie api.

Il mio lavoro:

Cerco di assecondare il naturale sviluppo delle famiglie d’api, limitando il più possibile interventi e fattori di stress. Le arnie sono in legno verniciato con vernici ecologiche a base d’acqua.

Come ho già detto, le api le curo unicamente con l’utilizzo di acidi organici, e non faccio uso di acaricidi o antibiotici. Non stimolo artificialmente le api con sciroppi industriali e faccio ricorso alla nutrizione degli alveari solo nei casi in cui la loro sopravvivenza sarebbe in pericolo, con miele e zucchero biologico.

Pratico anche il nomadismo, ma senza eccessi: molti alveari sono stanziali e producono ciliegio selvatico, acacia, millefiori e melata di bosco senza esser mai trasportati altrove, mentre altri vengono spostati durante l’estate nelle vallate alpine per i mieli (e il polline) di castagno e di tiglio.

I mieli vengono estratti dai favi a freddo e successivamente conservati in appositi maturatori in acciaio inox. Non subiscono trattamente termici ad alte temperature e vengono invasettati a freddo o a temperatura controllata.

La vendita:

Una parte consistente della produzione è conferita a Conapi-consorzio apicoltori biologici, un canale importante che mi permette, dato che lavoro da solo, di dedicare la maggior parte del mio tempo all’allevamento, allo studio e alla cura delle api, aspetti che resteranno per me sempre prioritari rispetto al commercio. Per la restante parte del prodotto privilegio la vendita diretta, i gruppi di acquisto solidale e i mercati locali dei produttori: senza questo contatto e confronto è difficile continuare a imparare e a fare sempre meglio.